L'ideatore di Risorse Hotel.it
Giovanni Marzolla

Giovanni MarzollaPerito Informatico dal 1987, in seguito ha conseguito la specializzazione di Travel Manager presso l'IPSS "Motolese" di Martina Franca (Ta) e l'Univerisita' di Bari...

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Creazione sito internet
Demo sito per Hotel con booking engine.

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EMail: giovanni.marzolla@risorsehotel.it
Mobile: 339 10 16 070

News

 


Social Media Marketing: tutto quello che c’è da imparare dai vincitori dei Social Hotel Awards.

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Marco Colucci, uno Chef d'eccellenza!

Chef Marco Colucci

Risorse Hotel.it offre come consiglio e soluzioni, diverse figure professionali nel ambito alberghiero - ristorativo.
Non possiamo far altro che citare lo Chef Marco Colucci.
Figura importante ed acclamata nel settore che...

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La legislazione turistica

L’attuale Legislazione turistica italiana è il risultato di un’evoluzione normativa e di diversi interventi legislativi che si sono susseguiti a diversi livelli (comunitario, nazionale e regionale):

• legge Quadro 217/83 (abrogata);

• legge 29 marzo 2001 n 135 “Riforma della legislazione nazionale del turismo”;

• legge costituzionale del 18 ottobre 2001 n. 3 di modifica del titolo V della Costituzione (indica tutte le materie in cui la podestà legislativa è esercitata in via esclusiva dallo Stato attribuendo la competenza regionale in tutte le altre materie e riservando allo Stato la sola potestà di fissare i principi fondamentali) art. 117 della Costituzione, sottrae allo Stato il potere legislativo in ambito turistico e riservandolo esclusivamente alle regioni;

• Codice del Turismo, allegato al Decreto Legislativo n. 73 del 23/05/11.

La legge Quadro sul turismo n. 217/1983, ha determinato uno sconvolgimento nell’assetto turistico che fino a quel periodo, a livello territoriale, era poggiato essenzialmente sul ruolo degli Enti Provinciali per il Turismo e delle Aziende Autonome di Cura, Soggiorno e Turismo (per i territori turistici più significativi), ed a livello nazionale faceva riferimento al Ministero del Turismo e dello Spettacolo ed all’ENIT, quale ente di promozione nazionale con rappresentanze estere. La 217/1983 ha abolito gli EPT e le AACST ed ha istituito le Aziende di Promozione Turistica, che avrebbero dovuto fare riferimento ai territori turistici omogenei.
Essa ha portato maggior ordine nel settore turistico fissando le competenze legislative dello Stato e delle Regioni nell’intento di porre fine alle conflittualità esistenti fra le due istituzioni.
La legge, però, non ha raggiunto i risultati sperati perché le Regioni, sulla base della loro autonomia hanno emanato una normativa disomogenea, diversificata e contraddittoria, tanto che il legislatore ha sentito la necessità di approntare ed emanare una nuova legge.

La legge di Riforma della Legislazione Nazionale del Turismo, n. 135 del 29 marzo 2001 risponde all’obiettivo di adeguare e modernizzare le norme che regolano le attività turistiche italiane per allinearle ai processi di trasformazione e di sviluppo che hanno investito i mercati turistici su scala mondiale.
La scelta del Legislatore della 135/2001 presenta numerosi aspetti innovativi:

• il riconoscimento del ruolo dell’impresa e dell’industria turistica;

• la ridefinizione delle imprese turistiche inserendole a pieno titolo nel novero delle piccole e medie imprese del nostro sistema produttivo;

• il riconoscimento del ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese nel contesto internazionale;

• l’introduzione dei sistemi turistici locali quale strumento di collaborazione pubblico-privata.

L’articolo 1, comma 2°, esprime i valori dell’intera riforma: “la Repubblica riconosce il ruolo strategico del turismo per lo sviluppo economico ed occupazionale del Paese nel contesto internazionale e dell’Unione europea, per la crescita culturale e sociale della persona e della collettività e per favorire le relazioni tra popoli diversi”.

Il Legislatore nazionale, nel riconoscere al turismo un ruolo strategico per lo sviluppo economico e occupazionale del Paese e per il miglioramento della competitività nel contesto internazionale, mira a delineare un quadro organico di principi generali per la valorizzazione delle risorse ambientali, dei beni culturali e delle tradizioni locali, in un’ottica di sviluppo turistico sostenibile. A ciò si affianca una particolare attenzione per il miglioramento del sistema dell’offerta turistica e per la tutela dei singoli soggetti che accedono ai servizi turistici anche attraverso l’informazione e la formazione professionale degli addetti.

All’art. 2 sono definite le competenze dello Stato e delle Regioni in materia di turismo. Lo Stato attraverso il Ministero delle attività produttive disciplina il turismo nell’ambito della economica nazionale mentre le Regioni hanno il compito di legiferare in materia di turismo.
L’art. 3 prevede l’istituzione della Conferenza Nazionale del turismo, un organo, cui partecipano i rappresentanti di numerosi organismi pubblici e privati interessati al fenomeno turistico, convocato dal Presidente del Consiglio dei Ministri d’intesa con le Regioni, almeno ogni due anni.
La Conferenza ha lo scopo di esprimere indicazioni relative alle politiche turistiche e a quelle intersettoriali che riguardano il turismo, favorendo il confronto tra le istituzioni e i soggetti operanti nel settore.
All’art. 4 è istituita la Carta dei diritti del turista elaborata dal Ministero per le attività produttive, in almeno quattro lingue e contenente informazioni sui diritti del turista e sulle procedure cui egli può ricorrere in caso di inadempienza contrattuale da parte dei fornitori dei servizi turistici.
Un’ulteriore innovazione è costituita dal riconoscimento dell’importante ruolo attribuito al Fondo di promozione nazionale, che vuole garantire e promuovere l’accesso alle vacanze ad una fascia di cittadini che, normalmente, non va in vacanza o che non ci va sistematicamente anche per motivi economici. Questa possibilità è stata immaginata riferendosi anche all’esperienza dei “Buoni vacanze” svizzeri e francesi, che hanno avuto un particolare successo grazie all’interesse crescente dei lavoratori e delle imprese turistiche.
Il Fondo, quindi, si pone non come uno strumento assistenzialistico ma, al contrario, come un mezzo utile a potenziare il turismo interno.
All’art. 5 la Legge 135 prevede l’introduzione dei Sistemi turistici locali ( Stl). Si tratta di “contesti turistici omogenei o integrati, comprendenti ambiti territoriali appartenenti anche a regioni diverse, che presentano un’offerta omogenea di beni culturali, ambientali e di attrazioni turistiche, compresi i prodotti tipici dell’agricoltura e dell’artigianato locale, o dalla presenza diffusa di imprese turistiche singole o associate”.

I Stl sono promossi da enti locali e da soggetti privati interessati allo sviluppo turistico di un determinato ambito territoriale e devono essere formalmente riconosciuti dalle regioni di appartenenza.
Tra le principali finalità che i progetti di sviluppo dei Stl dovrebbero perseguire per ricevere i contributi finanziari da parte delle Regioni vi sono:

• favorire processi di aggregazione tra imprese turistiche, anche in forma di cooperativa o di consorzio;

• sostenere l’innovazione tecnologica degli IAT (Informazione e Accoglienza Turistica);

• sostenere la riqualificazione delle imprese turistiche (soprattutto in tema di sicurezza, certificazione di qualità...);

• promuovere il marketing telematico dei progetti turistici al fine di ottimizzare la commercializzazione in Italia e all’estero;

• attuare interventi intersettoriali e infrastrutturali necessari alla qualificazione dell’offerta turistica.

Il turismo, che nel precedente testo costituzionale era contemplato tra le materie di competenza legislativa concorrente Stato-Regioni, dopo la legge costituzionale del 18 ottobre 2001 n. 3 di modifica del titolo V della Costituzione, è ora assegnato “in via esclusiva” alle Regioni, le quali sono chiamate a svolgere tutte le funzioni concernenti i servizi, le strutture e le attività pubbliche e private riguardanti l’organizzazione e lo sviluppo del turismo regionale, anche nei connessi aspetti ricreativi e dell’industria alberghiera, nonché gli enti e le aziende pubbliche operanti nel settore del piano locale, le opere, gli impianti, i servizi complementari all’attività turistica, la promozione di attività sportive e ricreative e la realizzazione dei relativi impianti e attrezzature.

In allegato al Decreto Legislativo n. 79 del 23/05/2011 è stato emanato il Codice della normativa statale in tema di ordinamento e mercato del turismo (Codice del Turismo) che è entra in vigore in data 21/06/2011 e che abroga e riunisce tutte le leggi precedentemente emanate nel settore “turismo”.

Le novità introdotte dal nuovo Codice sono:

• definizione dettagliata di tutte le varie attività di ricezione turistica (albergo, villaggio turistico, campeggio, etc.), con divieto per gli esercenti di utilizzare denominazioni non corri-
spondenti ai servizi resi;

• introduzione di nuove regole di “certificazione” del livello di qualità dei servizi resi, tramite attribuzioni di indici associabili alle stelle e riconoscimenti validi a livello nazionale;

• snellimento dell’iter burocratico per l'avvio delle attività di ricezione turistica, consentendo agli interessati di usufruire del progetto “Impresa in un giorno” tramite accesso al relativo
sportello unico (http://www.impresainungiorno.gov.it/imprese);

• istituzione dello “Sportello del turismo” al quale il turista potrà rivolgersi sia per ottenere informazioni ed assistenza sia per presentare reclami;

• definizione di tutte le possibili attività delle agenzie di viaggio, che entro un anno dovranno adeguare la propria denominazione e insegna all'effettiva attività svolta;

• riforma del Codice del consumo.

Statistiche

  • OS : Linux s
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Informazioni Contatti

  • Autore del sito: Giovanni Marzolla
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  • Webagency: http://www.studioprogettouno.com